sai, non è bello ricevere lezioni di vita a 23 anni. Soprattutto se sei tu ad impartirle. Parli come se non avessi mai sbagliato nella tua vita, dici che vuoi essere mia amica e quando capita che ti racconto quello che mi succede, finisce che quasi dai ragione agli altri e mai a me. Ti pare modo? Ti pare normale? E ti offendi se ti rimproveriamo di non essere una madre. Tu ci sei, ma nel modo sbagliato. Vai nel panico quando ti diciamo qualcosa che non va, non riesci a mantenere la calma, urli per qualsiasi cosa, e finisce che quando discuto con te anch’io perdo la voce. Non capisci, non lo fai mai, ti sforzi ma non riesci. Quante volte ti dico di tacere quando non conosci le cose? E quante volte lo fai? Mai. “Te l’avevo detto” è quello che riesci a dire. Nient’altro. Capisco che non è un periodo facile, ma sai, non lo è per nessuno e tu, non so come, riesci a renderlo soltanto più difficile. E poi, il mio carattere non è un granché, lo ammetto, sono chiusa, “strana”, come dici tu, ma se non sono cambiata fino ad ora e per me stessa, non cambierò perché sei tu a dirmelo. Queste cose le sai tutte, ma non ti sforzi per rendermi e renderci la vita migliore. Non so perché lo sto scrivendo, sono solo stanca, ho bisogno di qualcosa e non so cosa sia. Non ti ci mettere pure tu, però. Chiedo una tregua, sventolo bandiera bianca, mi arrendo, devo recuperare le forze. Vorrei che lo capissi, ma è fiato sprecato. Ed io non posso fare niente, perché sei comunque mia madre.